Vairanum acriter impugnans, in nullo profecit

Nel giorno del 155° anniversario del famoso “incontro a Teano” tra il generale Giuseppe Garibaldi e il Re Vittorio Emanuele II, è bene ricordare ch’esso si svolse a Vairano Patenora.

Alamari Musicali

La fortezza e il borgo di Vairano Patenora (CE) La fortezza e il borgo di Vairano Patenora (CE)

La fortezza di Vairano Patenora resiste lassù dalla fine del IX secolo. Il suo nome entrò nella storia agli inizi del secolo successivo, all’epoca del sovrano normanno Guglielmo II e dell’imperatore Enrico VI di Svevia, che lo assegnò all’abate di Montecassino, Roffredo dell’Isola, il 20 maggio 1191. Scontenti della decisione regia, i Vairanesi – fieri eredi degli antichi popoli degli Opici, dei Sanniti, dei Sidicini vissuti nelle “Terre di Vario” e passati dalla dominazione romana a quella longobarda senza mai farsi completamente annientare – decisero di opporsi a tale opposizione e, affidatisi alla guida del conte Ruggero di Chieti, resistettero all’assedio posto alla loro città e sconfissero, durante la battaglia della notte tra il 7 e l’8 agosto 1193, le truppe alleate dell’abate Roffredo e dell’imperatore Enrico VI scoraggiando definitivamente le loro mire. Negli anni successivi, invece, la fortezza di Vairano…

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Ciao dal 2 Giugno 2015

Sbadigli in tribuna autorità, applausi della tantissima gente e delirio alle prove.
La Parata dello scorso due giugno ha presentato qualche novità rispetto alle edizioni precedenti. Il morale delle truppe certamente è stato alto sin dalle prove, sia a Guidonia che soprattutto quelle notturne del 29 maggio ai Fori Imperiali, dove le ore di ozio che hanno preceduto l’ammassamento e il defilamento sono state condite da goliardici sfottò e una gioia molto diffusa, specialmente dai paracadutisti che hanno trovato un’ottima spalla nella fanfara della Taurinense e dai corpi civili, ammassati invece pochi metri più in fondo alle Terme di Caracalla. https://youtu.be/306NVcvrcTU La fanfara dei Bersaglieri e i Forestali hanno animato l’intero settore prendendo letteralmente in ostaggio Crocerossine e Corpo Militare CRI. Più silenziosi i militari della Marina, dopo l’indicibile affair “gavettone” dello scorso anno che si credeva fosse l’unico motivo dell’assenza del Comsubin dalla parata. Ci avevamo creduto anche noi che un gavettone tirato dai giganti verdi della Marina all’indirizzo del Capo di Stato Maggiore della Marina fosse l’unico motivo della loro mancata partecipazione, ma poi ci siamo guardati un po’ intorno. Le forze speciali mancavano praticamente ovunque: Il 9° Col Moschin e gli Alpini del 4° Parà sono rimasti altrettanto in caserma. Tra le forze di Polizia una fila per uno tra NOCS e GIS, che erano impersonati da uomini di altre specialità data la loro contenuta mole corporea. Il perchè di tale scelta resta misterioso: c’è chi parla di addestramento delle forze speciali in vista delle operazioni contro gli scafisti in Libia e chi di eccessivo buonismo.
Ad ogni modo noi che abbiamo sempre esecrato le polemiche sul due giugno, non inizieremo certo a farne oggi.

Osserviamo però, oltre alla giusta attenzione – che sempre si poteva dare – agli atleti militari e a quelli paralimpici, che l’iniziativa degli ombrelli colorati dei bambini, che hanno occupato metà della tribuna fotografi ammassando gli operatori dell’informazione in una tonnara, non si sa bene quale contributo abbiano aggiunto. Dallo scorso anno il ritorno delle Frecce Tricolori, rimaste nell’hangar per le edizioni 2012 e 2013 sotto al loden di Mario Monti che la sarta aveva riadattato anche un po’ ad Enrico Letta, ha esercitato uno straordinario effetto traino per la partecipazione popolare che è stata altissima, a livello delle parate dell’era Ciampi. Qualche polemica l’ha suscitata l’autore dei testi che sono stati distribuiti sia alla stampa – inclusi i cronisti della Rai – che letti dall’annunciatore ufficiale su via dei Fori. La Musica d’Ordinanza dei Granatieri ha sfilato nel grigio verde della Grande Guerra ed è stata venduta per la tenuta del 1848. La data di fondazione del primo Reggimento, scritta chiaramente sui tamburi in 1659 è stata letta per 1748 mentre la fondazione dei Corazzieri è stata anticipata al 1540 rispetto al 1868. L’affronto più grave è stato inferto alla Brigata Sassari che è stata accorpata ai Granatieri di Sardegna. L’accuratezza dei testi in una parola: un disastro. Tra le altre cose, ben tornate divise storiche. Sono uscite dai magazzini quelle confezionate per la parata del 2011 dei 150 anni dell’Unità, tra cui le prime file della compagnia storica della Guerra di Liberazione in divisa inglese del CIL, cosa che probabilmente non è nemmeno conosciuta da chi ha scritto i testi ma che il consulente militare che stava in cabina di commento Rai, solitamente il generale Fogari, non mancava di sottolineare. Un ultimo appunto sulle divise storiche del ’15-’18: non abbiamo capito bene di che colore fossero dato che ogni reparto, a seconda della sartoria ch ha preso l’appalto, ne aveva repliche di tinte sensibilmente diverse. Solo quelle dei Sassarini erano ineccepibili. Per il resto, dato il budget che le viene dedicato, la parata non è destinata ad avere novità di rilievo, sebbene il sapore di molti dei tagli che le hanno inferto è di sapore decisamente demagogico. Vadano i carri armati e i sorvoli aerei, ma se ogni corpo civile sfilasse con la sua banda e la parata durerebbe mezz’ora in più di sola musica. Quale sarebbe il costo? Il lucido per gli ottoni?

All’anno prossimo.

MARCO POTENZIANI per ALAMARI MUSICALI

Roma: celebrata la giornata della Marina Militare

-Military News from Italy-

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Roma, 10 giugno 2015 – Si è celebrata oggi, a Palazzo Marina, la Giornata della Marina Militare. Presenti alla manifestazione il ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

A riceverli il capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi.

Presenti alla cerimonia numerose autorità civili, militari, ecclesiastiche e associazione d’arma della Marina.


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Dopo l’arrivo delle istituzioni è entrata la banda della marina Militare che ha sfilato insieme ai marinai. Subito dopo militari della Marina si sono esibiti nel Silent Drill, tecnica di marcia di precisione ed esecuzione di manovre con le armi senza l’utilizzo di ordini verbali. Una tecnica di addestramento del 3° Reggimento San Marco per le attività di alta rappresentanza che evidenzia grande disciplina, massima destrezza e precisione esecutiva, fierezza dei movimenti e dignità dello spirito militare.

È stata poi portata la bandiera…

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201 candeline per i Carabinieri – di Alessandro Pino (FOTOGALLERY)

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L’Arma dei Carabinieri ha festeggiato il cinque giugno i duecento e uno anni dalla propria fondazione con una cerimonia tenutasi presso la caserma “Salvo d’Acquisto” di Roma, in forma più dimessa rispetto all’anniversario “importante” del 2014 ma sempre di grande effetto, soprattutto per le evoluzioni dei reparti a cavallo con lo storico Carosello e la Carica che evoca quella vittoriosa a Pastrengo nel 1848. Sulle tribune, i ministri della Difesa Roberta Pinotti, della Giustizia Angelino Alfano e dei Beni Culturali Dario Franceschini. Per una volta di parole ne usiamo poche lasciando spazio all’ampia galleria di immagini, porgendo un sentito ringraziamento al Luogotenente in congedo Salvatore Veltri che ha voluto fossimo presenti anche noi tra gli inviati delle testate più importanti.

Alessandro Pino

Car20 Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti

Car5 Dimostrazione di ubbidienza simulando il riparo di cavallo e cavaliere in battaglia

Car19 Il palco con il pubblico e le autorità

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L’Aquila torna a volare… col passo dell’alpino!

A quasi una settimana dalla conclusione dell’88° Adunata degli Alpini​, a L’Aquila​ si parla sommessamente di “depressione post Adunata”. Complice un’ecosistema sociale fragile dovuto allo spargimento della comunità cittadina nelle new town post terremoto, la città torna a riaprire i cantieri – chiusi da un’ordinanza del sindaco Massimo Cialente​ per tutta la settimana che ha preceduto la tre giorni alpina – e alla vita di sempre. In tanti hanno rivisto una città nuovamente viva, con un centro storico quotidianamente quasi deserto, insolitamente invaso da migliaia di persone in festa. Una città illuminata a giorno e traboccante di gente come non la si vedeva almeno da 6 anni.

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Un punto di ritrovo per i quasi 400 mila alpini arrivati nel capoluogo abruzzese che hanno invaso pacificamente, come nella tradizione delle adunate, il centro storico anche con mezzi di locomozione (trattori, carri, motocicli d’epoca) addobbati ad hoc tra bandiere e botti, e bottiglie di vino. Momenti che quasi tutti rimpiangono ora, sebbene nei giorni precedenti l’ Adunata Alpini L’Aquila​, a prevalere era la preoccupazione per i disagi che si sarebbero vissuti. La macchina organizzativa ha funzionato in puro stile alpino; dato che l’A.N.A. è uno dei pilastri della Protezione Civile​, non sono certo mancate tecnologie, infrastrutture ed impianti per far sorgere tendopoli in tutte le contrade e nei borghi limitrofi a L’Aquila (Abruzzo)​. In questi veri e propri accampamenti, che data l’enormità della loro popolazione hanno vissuto di vita propria alternativamente alla città, sono stati molti i momenti di folklore: a Paganica​ per far mangiare quattromila alpini è stato arrostito sulla griglia ricavata da una rete di letto matrimoniale un toro intero. Le dieci ore di sfilata di domenica 17 maggio sono la prova dell’enorme partecipazione popolare e dello spirito di corpo degli Alpini, dai più giovani ai più anziani, che sono discesi dalle loro valli, o saliti dalle loro isole per la sezione Isole e Meridione, spesso marciando tenendo in mano un cuscino funebre col cappello di un amico, “andato avanti” recentemente.
E poi le bande e le fanfare: decine e decine (N.d.R.: nelle nostre foto la Fanfara dei congedati della Brigata alpina “Orobica”​, la Fanfara del Gruppo Alpini di Castel Sant’Angelo (comune)​( Rieti​), la Fanfara Alpina della sezione di Scanzorosciate​ Bergamo​ e la Fanfara regionale del Molise​).

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L’abilità e la spontaneità degli Alpini ha fatto si che il cerimoniale ufficiale della tre giorni alternasse sapientemente momenti di “sacro” e altri di “profano”. Nel cerimoniale ufficiale non sono mancate occasioni come la messa in suffragio ai caduti tenutasi il sabato nella appena restaurata Basilica Di San Bernardino Da Siena – L’aquila​, l’incontro commovente tra il sindaci de L’Aquila e quello di Gemona del Friuli​ (terremoto del maggio 1976) e quello di Finale Emilia​ (terremoto maggio 2012). Il profano ha visto una enorme “oktober fest” in chiave patriottica fatta di convivialità tra commilitoni,di aneddoti della naja e di soddisfazione per quei tanti alpini ormai nella protezione civile che videro L’Aquila nelle drammatiche settimane del sisma e che l’hanno rivista ora, con le sue tante ferite, ma anche con i suoi ormai evidenti – sebbene ancora in minoranza tra ponteggi ed impalcature – segni di ricostruzione. D’altra parte si sa, quando il terreno è impervio, si va avanti solo col passo dell’alpino.

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Marco Potenziani per Alamari Musicali​

P.s.: Grazie a Forze Armate – Parata 2 Giugno​ per la cortese collaborazione.

Fango e Gloria, i colori e i suoni della Grande Guerra.

Della Grande Guerra iniziata letteralmente cento anni fa, di materiale video inedito ce n’è davvero poco; le immagini sbiadite, il bianco e nero dai contrasti forti delle pellicole di un secolo fa e le inquadrature granulose sono state mostrate infinite volte in ricostruzioni e documentari. Quello che però ha fatto con grande successo il regista Leonardo Tiberi col suo lungometraggio “Fango e Gloria” è andato ben oltre la semplice colorazione dei vecchi filmati.

Il film “Fango e Gloria” del regista Leonardo Tiberi, prodotto con il sostegno della Regione del Veneto da Maurizio e Manuel Tedesco per Baires Produzioni in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, andrà in onda su Rai 1 domenica 24 maggio, alle ore 21.30, esattamente nel giorno in cui cento anni fa l'Italia entrava in guerra.

Il film “Fango e Gloria” del regista Leonardo Tiberi, prodotto con il sostegno della Regione del Veneto da Maurizio e Manuel Tedesco per Baires Produzioni in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, andrà in onda su Rai 1 domenica 24 maggio, alle ore 21.30, esattamente nel giorno in cui cento anni fa l’Italia entrava in guerra.

Il film è un esperimento ingegnoso e riuscitissimo di sonorizzazione e montaggio del materiale dell’Istituto Luce intervallato a parti di pura fiction.

A guidare lo spettatore è Mario - un giovane che ha vissuto in prima persona la tragica esperienza della Guerra - che racconta la sua vita, le  passioni e quelle speranze coltivate quando da studente viveva in una tranquilla cittadina della riviera romagnola. Mario parla dei mesi della neutralità, mentre tutta l’Europa era già in fiamme e nel nostro Paese continuava a sopravvivere una flebile speranza di pace, per poi ripercorrere gli anni del conflitto durante i quali impara a convivere con una quotidianità fatta di paura, di fango, di freddo e di morte. E’ Mario il nostro testimone, il ragazzo timido, senza nome e senza medaglie che da quel momento rappresenterà per tutti gli italiani il loro Milite Ignoto.  

A guidare lo spettatore è Mario – un giovane che ha vissuto in prima persona la tragica esperienza della Guerra – che racconta la sua vita, le  passioni e quelle speranze coltivate quando da studente viveva in una tranquilla cittadina della riviera romagnola.
Mario parla dei mesi della neutralità, mentre tutta l’Europa era già in fiamme e nel nostro Paese continuava a sopravvivere una flebile speranza di pace, per poi ripercorrere gli anni del conflitto durante i quali impara a convivere con una quotidianità fatta di paura, di fango, di freddo e di morte.

La storia di Mario ed Emilio, arruolati uno in fanteria e l’altro in marina, l’intreccio amoroso con Agnese inseguita da entrambi e le istanze della loro alta borghesia durante la guerra, stanno sullo sfondo senza ingombrare troppo la narrazione del conflitto attraversato dalle loro vicende immaginarie nelle sue fasi salienti. I tre personaggi vivono vicende umane realmente esistite ispirate da autentiche lettere, alcune tra quei quattro miliardi di missive di corrispondenza privata che hanno fatto la spola tra le prime linee e le case nei tre anni della guerra italiana. Questo enorme patchwork di vicende umane è il filo narrante del film, letto in una metaforica staffetta tra i tre personaggi ed arricchito da immagini originali, colorate, sonorizzate e in alcuni casi anche doppiate con plausibile interpretazione dei labiali dei veri soldati italiani, muti da cent’anni nelle bobine dell’Istituto Luce. Così alpini del ’99 che a spalla trainano un obice a tremila metri di quota tornano a dire “Si, siòr capitano” mentre Luigi Rizzo ordina il perentorio “Via” all’equipaggio del suo M.A.S. per lanciare il siluro che spegnerà nella pancia della Santo Stefano le velleità marinaresche dell’impero asburgico.

Nicola Zabaglia e Mario, interpretati da Alberto Lo Porto e da

Nicola Zabaglia e Mario, interpretati da Alberto Lo Porto e da Eugenio Franceschini

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Eugenio Franceschini (Mario) e Valentina Corti (Agnese)

Eugenio Franceschini (Mario) e Valentina Corti (Agnese)

Il grigioverde delle uniformi si mostra virtualmente per la prima volta dopo un secolo di grigio, così come le code tricolori degli aerei Caproni nel cui hangar di costruzione lavora Agnese, una delle tante donne assorbite dall’industria bellica mentre gli uomini sono al fronte. Il racconto della Grande Guerra arriva alla sua conclusione logica, con il viaggio in treno del milite ignoto dalla basilica di Aquileia all’Altare della Patria.


Fango e Gloria è un bel documento di grande effetto, nato forse senza troppe pretese e umile nel budget, limite quest’ultimo che non si coglie dalla qualità dell’opera, ma dalla pressoché artigianale distribuzione che se da un lato lo ha reso un prodotto di nicchia preservandolo dal vasto pubblico che non lo avrebbe compreso, dall’altro lo ha reso sinora difficile da trovare per appassionati e cultori del genere. Dal 21 maggio 2015, però, sarà finalmente in vendita on line e in tutte le librerie e il 24 maggio 2015 alle ore 21:30, in occasione del Centenario dell’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale.

Marco Potenziani

CAST:  Eugenio Franceschini (Mario),  Valentina Corti (Agnese), Domenico Fortunato (Il padre), Francesco Martino (Emilio), Alberto Lo Porto (Nicola Zabaglia), Michele Vigilante (Ufficiale Alpino) et cetera et cetera

CAST: Eugenio Franceschini (Mario), Valentina Corti (Agnese), Domenico Fortunato (Il padre), Francesco Martino (Emilio), Alberto Lo Porto (Nicola Zabaglia), Michele Vigilante (Ufficiale Alpino) et cetera et cetera

Esercito marciava: passaggio di testimone a Roma alla presenza del capo di SME

-Military News from Italy-

Roma: ”Esercito marciava…”, passaggio di testimone alla presenza del capo di stato maggiore generale Danilo Errico.

Roma, 20 maggio 2015 – Ieri mattina ha fatto tappa a Roma, la staffetta dell’Esercito per la commemorazione del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale.

Alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, il tedoforo, impugnando il Tricolore, ha attraversato l’area espositiva allestita in Santa Croce in Gerusalemme dal Comando Militare della Capitale, cedendo poi il testimone a un commilitone che ha proseguito la corsa sino al Vittoriano dove è stato reso omaggio ai Caduti del primo conflitto mondiale e di tutte le guerre percorrendo la scalea dell’altare della Patria sino al Sacello del Milite Ignoto.

In attesa dell’arrivo del tedoforo il capo di SME ha approfittato per girare tra gli padiglioni e stand allestiti per la manifestazione. Ha visitato la mostra statica di mezzi dell’Esercito provenienti dal Museo…

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