La sera del 13 dicembre 2013 abbiamo avuto la possibilità di assistere alla cerimonia di consegna ufficiale e all’accensione del tradizionale Albero di Natale in piazza San Pietro, presenziata dal cardinale Giuseppe Bertello e dell’arcivescovo Fernando Vergez Alzaga, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Quest’anno l’abete è stato donato al Sommo Pontefice dalla comunità bavarese di Waldmünchen: il tronco raggiunge un diametro di novantotto centimetri (pressoché un metro!), pesa settantadue quintali ed è alto ben venticinque metri. Era dal lontano 1984 che in piazza San Pietro non svettava un abete proveniente dalla Germania e la comunità dell’Alto Palatinato ha voluto essere particolarmente generosa, donando anche sessanta alberi di Natale più piccoli che orneranno vari ambienti della Città del Vaticano: in tal modo uno di questi potrà allietare le festività natalizie del loro conterraneo Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger.
L’associazione Trenckfestspiele, coadiuvata dalle Forze dell’Ordine italiane (Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato, si è occupata delle non semplici operazioni di trasporto e consegna degli abeti e, in particolare, dell’Albero di Natale destinato a campeggiare sulla piazza più suggestiva del mondo fino al termine delle festività natalizie: esso è giunto nella capitale con un piccolo anticipo sul calendario – durante la notte tra il 4 e il 5 dicembre – poiché i trasportatori hanno voluto approfittare dell’assenza di nebbia sulle strade della Germania e dell’Austria per far viaggiare in sicurezza il sessantenne gigante dei boschi di Waldmünchen. L’abete è stato collocato, grazie al faticoso lavoro delle maestranze dei Servizi Tecnici del Governatorato, accanto all’obelisco di piazza San Pietro come ogni anno, sotto le finestre dell’appartamento papale ormai disabitato: Papa Francesco infatti ha, com’è noto, scelto di abitare nella “Casa Santa Marta” e pertanto, a differenza dei suoi predecessori, non ne godrà la vista. Il Santo Padre ha però voluto ricevere personalmente,nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, la delegazione internazionale giunta a Roma e ha salutato con fraterno affetto monsignor Rudolf Voderholzer, Vescovo di Regensburg, e monsignor František Radkovský, Vescovo di Plzeň diocesi confinante situata nel territorio dell’attuale Repubblica Ceca: questo albero gode infatti della doppia nazionalità ceco-tedesca, essendo cresciuto giustappunto sulla frontiera che segna ill confine tra la Germania e la Repubblica Ceca dove per anni il popolo bavarese e il popolo boemo si sono scontrati, e rappresenta oggi un segno di amicizia e riconciliazione tra i due paesi.
«Con questi doni, tanto graditi, voi avete voluto manifestare la vicinanza spirituale e l’amicizia che legano la Germania tutta, e in particolare la Baviera, alla Santa Sede, nel solco della tradizione cristiana che ha fecondato la cultura, la letteratura e l’arte della vostra Nazione e dell’Europa intera»: ha detto loro il Pontefice, che ha così proseguito: «Questo maestoso abete resterà accanto al presepe fino al termine delle festività natalizie e sarà ammirato dai romani e da pellegrini e turisti di ogni parte del mondo.»
La cerimonia di consegna dell’albero, preceduta da alcuni brani del loro repertorio, è stata solennemente introdotta dalle note dell’Inno Nazionale della Germania, dall’Inno dello Stato Pontificio e dall’Inno della Baviera (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Bayernhymne), eseguiti dalla Banda Musicale della Gendarmeria Vaticana. I validi musici, diretti dall’ottimo Maestro Giuseppe Cimini, hanno suonato altri pezzi del loro repertorio durante le pause che hanno intervallato i discorsi, debitamente tradotti, delle autorità civili bavaresi – tra cui alcuni ministri del Land della Baviera e il Sindaco di Waldmünchen Markus Ackermann – e religiose. Prima dell’accensione dell’albero i delegati bavaresi e i numerosi pellegrini e turisti di origine tedesca presenti in piazza San Pietro hanno intonato il canto Stille Nacht, accompagnati dalla Banda della Gendarmeria.
Le ance – a labium, semplici e doppie – in divisa blu ornata di bellissimi alamari candidi come la neve hanno reso ancor più suggestiva l’accensione dell’Albero di Natale intonando il Va’ pensiero, aria tratta dal Nabucco di Giuseppe Verdi e hanno così dato significato alle parole del Sommo Pontefice «Anche oggi Gesù continua a dissipare le tenebre dell’errore e del peccato per recare all’umanità la gioia della sfolgorante luce divina di cui l’albero natalizio è segno e richiamo.»
Eccovi un’anteprima http://www.papaboys.org/live-tv-ore-16-30-in-diretta-laccensione-dellalbero-di-natale-in-piazza-san-pietro/
Al termine della cerimonia la Banda Musicale della Gendarmeria Vaticana ha sfilato in buon ordine fino all’interno delle Mura al suono di “Parata d’eroi”, loro pezzo forte composto da Francesco Pellegrino.
La delegazione bavarese ci ha poi gentilmente invitati al lauto banchetto a base di prodotti tipici bavaresi, accompagnati da un ottimo e graditissimo vin brulé.
Prima che il solito criticone si affacci per obiettare qualcosa, vogliamo informarlo del fatto che dopo le festività natalizie il legno del tronco verrà utilizzato per costruire giocattoli e piccoli oggetti di uso quotidiano destinati a bambini che vivono nel caloroso abbraccio di famiglie indigenti.
Ringraziamo il Coordinatore della Banda della Gendarmeria Vaticana, il Commendator Colonnello Giuseppe D’Amico per averci concesso di effettuare le foto e i video che, speriamo presto, potremo mostrarvi.
Non ringrazieremo mai abbastanza gli agenti e i dirigenti della Polizia di Stato, assegnati al servizio presso l’Ispettorato di pubblica sicurezza “Vaticano”, per l’assistenza fornitaci e per la cortesia e professionalità con la quale svolgono quotidianamente il proprio quotidiano superlavoro.
A tutti i sopracitati, ma in particolare a loro, vogliamo dedicare, facendole nostre, le parole di Papa Francesco: «Rinnovo di cuore a ciascuno di voi il più fervido augurio di Buon Natale, e vi chiedo di portarlo anche alle vostre famiglie e a tutti i vostri connazionali. Vi domando per favore di pregare per me, mentre volentieri invoco su tutti voi la benedizione del Signore. Il Signore vi benedica e vi custodisca, voi, le vostre famiglie, la vostra Patria e tutto il mondo. Amen.»
Archivi categoria: Uncategorized
…è Natale anche qui…
All’interno dell’ex Quartiere Militare di San Giacomo, cui si accede dal civico 473 del Corso Vittorio Emanuele, si trovano due caserme: la caserma “Antonio Bonsignore” poi intitolata a Carlo Alberto Dalla Chiesa, presso cui ha sede il Comando della Legione Carabinieri “Sicilia”, e la caserma “Calatafimi”, presso cui ha sede il XII Battaglione Carabinieri “Sicilia”. Da oggi, sino al termine delle festività natalizie, presso questo indirizzo del meraviglioso centro storico della città di Palermo, ha sede anche il bellissimo presepe allestito con tanta devozione dai Carabinieri che operano nel nucleo “minuto mantenimento” del Battaglione “Sicilia”. Il presepe è stato benedetto dal cappellano militare, il Capitano don Salvatore Falzone, nel corso di una breve, ma calorosa cerimonia che si è tenuta nella caserma “Calatafimi”, il cui nome ricorda l’importante battaglia vinta da Giuseppe Garibaldi e dalle sue Mille “camicie rosse” che conquistarono la Sicilia al Regno d’Italia. Riuniti, come una grande famiglia, i militari d’ogni grado appartenenti alla Legione e al Battaglione Carabinieri “Sicilia”, che stanno vivendo una stagione intensa e nuovamente inquietante, alle prese con le proteste – per certi versi comprensibili o persino condivisibili – del cosiddetto Movimento dei Forconi da un lato e con la pesante atmosfera di allarme per la sicurezza del procuratore anti mafia Di Matteo e di sospetti sulla presunta trattativa Stato-mafia che continuano ad aleggiare nell’aria di Palermo e non solo. Non sappiamo cosa abbiano detto loro il Generale di Brigata Giuseppe Governale, Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, e il Tenente Colonnello Emanuele De Ciucieis, cui è stato assegnato da qualche mese il Comando del XII Battaglione: immaginiamo siano state parole di augurio e di incoraggiamento. Sappiamo per certo che tutti hanno gradito questo breve momento di serenità donato loro, attraverso la musica, dalla Fanfara del XII Battaglione Carabinieri “Sicilia”. I validi colleghi musici hanno suonato – ben diretti, come sempre, dal Maresciallo Paolo Mario Sena – l’immancabile marcia d’ordinanza dell’Arma dei Carabinieri scritta da Luigi Cirenei col titolo “La Fedelissima” e le trascrizioni originali di Piero Vidale di alcuni brani natalizi, come “Piva Piva” (canto tradizionale di probabile origine emiliana), “Tu scendi dalle stelle” (scritto e composto nel 1754 da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori), “Santa Notte” (nota come Stille Nacht, composta nel 1818 da Franz Xaver Gruber e scritta da Joseph Mohr) e “L’Albero di Natale” (versione italiana di “O Tannenbaum”, canto tradizionale composto da un anonimo tedesco costituito da tre strofe scritte da Joachim August Zarnack e Ernst Gebhardth Anschütz).
Noi, con immenso affetto e un caloroso e fraterno abbraccio, gli dedichiamo questa:
O.N.A.O.M.A.C.
L’acronimo O.N.A.O.M.A.C. si utilizza per denominare in forma breve la nobilissima “Opera Nazionale di Assistenza per gli orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri”.
Essa nacque, con atto notarile datato 15 maggio 1948, allo scopo di istituire un orfanatrofio, grazie all’offerta volontaria di una giornata di stipendio di tutti i componenti dell’Arma dei Carabinieri per l’ammontare di ben trentasette milioni di lire italiane. Il primo Consiglio di Amministrazione era formato da un Generale dell’Arma dei Carabinieri, che ricopriva il ruolo di Presidente, da Ufficiali in servizio ed in congedo, da un Sottufficiale e da un graduato dei Carabinieri in servizio, da un Cappellano Militare dell’Arma e da una Vedova di militare dell’Arma caduto nell’adempimento del dovere.
L’Opera si prefiggeva di aiutare gli orfani dei Carabinieri caduti in guerra o in servizio consentendo loro la possibilità di ricovero gratuito in collegi di educazione e di istruzione dell’Opera medesima o, nel caso che la domanda fosse stata maggiore della ricettività di collegi stessi, presso altri istituti o educandati (nei limiti delle disponibilità finanziarie dell’ O.N.A.O.M.A.C.). Con l’importo disponibile venne dunque acquistato un vecchio fabbricato in San Mauro Torinese, sul Colle Superga, e trasformato, dopo opportuni lavori di ristrutturazione, nel primo collegio di proprietà dell’ Opera Nazionale: furono affidate ai Padri Salesiani la direzione del collegio e la cura dei primi cento orfani, tutti maschi in età scolare elementare. Piccola goccia d’acqua dolce nell’oceano salato delle avversità provocate dalla guerra, ma bastevole a dissetare d’affetto materiale e spirituale i bambini che l’avevano perduto a causa della prematura scomparsa dei loro padri.
Con D.P.R. 5 ottobre 1948, l’Opera Nazionale di Assistenza per gli orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri fu eretta in Ente Morale e ne fu riconosciuta la personalità giuridica.
Tre anni dopo, considerati i positivi risultati ottenuti, l’assistenza fu estesa – presso il collegio di Mornese – anche a sessanta orfane, grazie alla convenzione stipulata con le Suore Salesiane di S. Maria Ausiliatrice. Conseguentemente al cospicuo numero di domande d’assistenza che pervenivano da ogni parte d’Italia, si rese necessario stipulare convenzioni con un altro centinaio di collegi che fossero sparsi in varie Regioni d’Italia onde evitare l’allontanamento degli orfani anche dagli affetti familiari superstiti. Tra questi ricordiamo l’Istituto della Natività di Roma, il collegio Cardinale Salotti di Montefiascone, il collegio Padre Magnanet di Montepulciano, il collegio Pergolesi di Jesi e il collegio di Busnago, per citarne solo alcuni.
L’Opera si poneva come obiettivo quello di fornire agli orfani, sia maschi che femmine, una cultura sufficiente e di tipo professionale, mirata soprattutto all’apprendimento di un’arte o un mestiere al fine di un più agevole inserimento nel mondo del lavoro.
Grazie alle offerte dei carabinieri in servizio e dei cittadini che, avendo compreso i nobili ideali dell’Ente, non lesinavano offerte in denaro o lasciti di beni immobili, divenne possibile un importante cambio di “filosofia” riguardo alla formazione dei giovani: furono sottoscritte, infatti, altre convenzioni con vari collegi che ammettessero anche alla frequenza delle scuole secondarie superiori d’indirizzo classico e scientifico, coloro che avevano dimostrato particolare attitudine agli studi. Venne altresì estesa l’assistenza anche ai figli dei Militari dell’Arma, in congedo ed in servizio, rimasti orfani per decesso naturale del genitore, che fosse comunque derivato da cause di servizio: gli orfani assistiti in collegio raggiunsero così il numero di 966. Si decise allora, allo scopo di offrire ai ragazzi un maggior benessere, di acquistare, nel 1960, il Collegio-Colonia Marina di Calambrone di Pisa e, nel 1963, un appezzamento di terreno attiguo al collegio maschile per costruire un Collegio-Colonia femminile. Durante l’anno scolastico 1964-65 si raggiunse il maggior numero di orfani assistiti in collegio, che sfioravano quota mille. Le migliorate condizioni economiche generali dell’Italia del boom economico degli Anni Sessanta e la sempre minore disponibilità da parte delle madri vedove di privarsi anche dell’affetto filiale provocarono poi una sempre minore richiesta d’assistenza in collegio e un vertiginoso aumento di richieste di assistenza in famiglia. Alcuni dati possono rendere un’idea del mutamento: dopo dieci anni dalla fondazione dell’Opera Nazionale gli assistiti in collegio erano 966 e nessuno in famiglia, dopo venti anni gli assistiti erano 673 in collegio e 238 in famiglia, dopo trenta anni gli orfani in collegio erano 170 ed in famiglia 100 e, dopo quaranta anni, l’assistenza in collegio era devoluta a favore di 35 orfani, mentre gli assistiti in famiglia erano 1300. Oggi l’O.N.A.O.M.A.C. assiste circa 1100 orfani, a ciascuno dei quali eroga un sostegno semestrale, distinto per fasce d’età, sino al compimento degli studi; l’assistenza agli orfani disabili è, invece, garantita a vita.
Col tempo sono mutati profondamente gli orientamenti sull’attività assistenziale e, da un concetto di “assistenza” intesa come azione sostitutiva della famiglia da realizzarsi in appositi istituti, si è passati a un moderno sistema che considera l’assistenza stessa un vero e proprio servizio di affiancamento e di completamento alla famiglia per aiutare i gli orfani nell’inserimento sociale.
L’Opera Nazionale di Assistenza per gli orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri è, attualmente, un Ente Morale di natura privatistica che ha il suo Organo tutorio nel Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Essa è guidata da un Consiglio di Amministrazione che viene nominato dal Ministro della Difesa, su proposta del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e ne fanno parte: ufficiali e sottufficiali in servizio ed in congedo; militari del ruolo degli ispettori, dei sovrintendenti o degli appuntati dei Carabinieri in servizio; un generale cappellano, capo del Servizio Spirituale dell’Arma dei Carabinieri; una vedova di militare dell’Arma. Il Consiglio di Amministrazione dell’O.N.A.O.M.A.C. delibera su ogni argomento concernente l’erogazione dell’assistenza agli orfani e su tutte le questioni amministrative: erogazione dei sostegni scolastici, compresi un premio “buon profitto” agli orfani di ogni fascia d’età che si sono distinti negli studi e un sussidio di “fine assistenza” agli orfani che terminano gli studi; targhe d’argento per i giovani che conseguono la laurea; vacanze invernali presso i soggiorni Carabinieri di Merano e Bressanone e vacanze estive presso il soggiorno dei Carabinieri di Ischia; vacanza studio in Inghilterra per i neo diplomati, al fine di approfondire la conoscenza della lingua inglese; viaggi all’estero per ragazzi particolarmente meritevoli.
L’attività assistenziale che l’Opera Nazionale realizza in favore degli orfani dell’Arma dei Carabinieri è resa possibile prevalentemente dai contributi volontari mensili elargiti dai militari di ogni grado dell’Arma dei Carabinieri: essi rappresentano circa il 90 % delle entrate e questo indubbiamente costituisce motivo di vanto e orgoglio per l’Arma perché è testimonianza concreta del legame ideale che unisce l’Istituzione alle famiglie dei colleghi meno fortunati. La restante parte delle risorse finanziarie disponibili derivano da elargizioni liberali da parte di militari in congedo appartenenti all’Arma dei Carabinieri, da interessi sui titoli di Stato e da canoni di locazione degli immobili, ricevuti in donazione, eredità o legato.
L’OPERA NAZIONALE DI ASSISTENZA PER GLI ORFANI DEI MILITARI DELL’ARMA DEI CARABINIERI NON RICEVE CONTRIBUTI DI SORTA DA PARTE DELLO STATO.
Ci rendiamo perfettamente conto di quanto possa risultare quasi fastidioso, in un periodo di crisi economica come questo, un appello a effettuare donazioni a favore di questo benefico Ente piuttosto che per altri pertanto la nostra personale “preghiera” è rivolta essenzialmente a coloro che devono la propria vita o la salvezza dei propri affetti o anche solo dei propri beni materiali al sacrificio estremo di un angelo custode vestito di nero, con una banda rossa sul pantalone, una lucerna col pennacchio rossoblu e una fiammella di speranza che arde sfidando il vento della crisi di valori e ideali che contraddistingue la trista e sinistra epoca in cui ci troviamo a vivere. Se abbiamo in qualche modo toccato il vostro cuore, potete effettuare donazioni, peraltro deducibili dalle tasse, sui uno dei seguenti conti correnti: C/C bancario presso la Banca Nazionale del Lavoro identificato da iban IT77Z0100503344000000000121; C/C Poste Italiane identificato da iban IT35Z0760103200000000288019. Per ulteriori approfondimenti potete collegarvi al sito http://www.onaomac.it/.
Se siete seguaci di San Tommaso e del suo motto <<Se non vedo, non credo.>> , potete richiedere un appuntamento e poi recarvi di persona presso la loro sede in Roma, Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 1/A.
Nel frattempo, speriamo che il Concerto che la Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia” offrirà il prossimo 19 dicembre ai soci del Giant’s Club di Torino, che ha organizzato tale evento benefico, potrà mietere un gran successo nel raccogliere fondi a favore dell’O.N.A.O.M.A.C. 


Nota Bene: Per chi non lo sapesse, il Giant’s Club è un’Associazione “no service” e “no profit”, costituita in larga misura da professionisti e dai membri della famiglia Actis Dato nell’intento di ricordare la figura professionale ed umana del Professor Angelo Actis Dato, pioniere della Cardiochirurgia italiana.
Concerto n. 1 in Do maggiore per pianoforte e orchestra op. 15 – Allegro con brio – Ludwig Van Beethoven
Nella giornata di ieri si celebrava la festa di Santa Barbara, patrona dei Marinai e dei Vigili del Fuoco, e – chissà perché – il nome ci ha fatto venire in mente “Babette”, destinataria di cotanto brano. Ludwig Van Beethoven dedicò, infatti,questo CONCERTO N. 1 IN DO MAGGIORE N. 1 PER PIANOFORTE E ORCHESTRA alla contessa Anna Luise Barbara Keglevics, sua allieva. Egli compose questo concerto tra il 1796 e il 1797 dopo aver scritto un Concerto per pianoforte in Mi bemolle maggiore rimasto inedito – risalente al 1784 e da non confondersi con il famoso Concerto in Mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra n. 5 op. 73, dedicato all’arciduca Rodolfo Giovanni D’Asburgo Lorena e denominato erroneamente “L’Imperatore” – e il Concerto per pianoforte in Si bemolle maggiore n. 2 op. 19 (composto nel 1789, ma pubblicato nel 1801). Il terzo Concerto in Do maggiore per pianoforte e orchestra, dedicato alla principessa Fürstin Odescalchi (nata Keglevics), venne eseguito per la prima volta nel 1797 a Praga dallo stesso autore al pianoforte e fu il primo a essere pubblicato (da qui la denominazione “errata” di Concerto n. 1): agli ascoltatori risultò evidente l’ispirazione agli stili dei predecessori Mozart e Haydn, ma la personalità musicale di Beethoven gli si rivelò grazie agli spostamenti armonici improvvisi che lo contraddistinsero.
Esso è strutturato in tre movimenti: I Allegro con brio, II Largo, III Rondo – Allegro scherzando.
Il primo movimento è in forma di Sonata, ma con l’aggiunta di esposizione orchestrale, cadenza e coda. Esso inizia con la presentazione dei due temi principali da parte dall’orchestra: il primo è di grande gioia, messo a punto da tutti i componenti l’orchestra, ed è generosamente legato al secondo tema più morbido e più lirico dato dalla “voce” del pianoforte e la loro fusione genera una cadenza ricca di temi subordinati – variabili per lunghezza e difficoltà e, in questo caso, obbligatoriamente brevi, ma incisivi – eseguiti dai solisti. La coda, nuovamente gioiosa e “trillante”, è nuovamente prodotta dall’orchestra al completo.
L’organico originale previsto dall’autore era costituito – oltre che dal pianoforte solista – da un flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, archi e timpani. Il maresciallo M° Andrea Bagnolo, non per nulla soprannominato “il sarto” dai suoi musici in divisa, ha trascritto un interessante arrangiamento per banda “cucito su misura” all’organico di cui ha potuto disporre: Katya Genghini al pianoforte; l’appuntato Massimiliano Priamo Ferrara al flauto; il brigadiere Cono Randazzo al clarinetto piccolo; l’appuntato Nicola Moliterno e gli appuntati scelti Giuseppe Cannici e Cesare Sticchi ai primi clarinetti; l’appuntato scelto Giovanni Conti e il carabiniere Filippo Gattuccio ai secondi clarinetti; il carabiniere Flavio Serinelli al fagotto; l’appuntato scelto Rocco Massimo Cammarata e il carabiniere Antonio Pugliatti al primo e secondo sassofono contralto in Mi-b e il brigadiere capo Antonio Desiderio al sassofono tenore in Si-b; l’appuntato scelto Marcello Pilia e e il carabiniere scelto Giacomo Schiralli al primo e secondo corno; il brigadiere Giovanni Mandunzio e gli appuntati scelti Domenico Arena e Pasquale Daluiso alla prima e alle seconde cornette in Si-b; gli appuntati scelti Elio Gregorio e Giuseppe Schiariti al primo e secondo trombone; l’appuntato scelto Edi Zuliani al flicorno sopranino in Mi-b; il brigadiere Salvatore Celano e l’appuntato scelto Sebastiano Giuffrida al primo e secondo flicorno soprano in Si-b; l’appuntato scelto Natale Ferrara e il carabiniere scelto Vincenzo Vignola al primo e secondo flicorno contralto in Mi-b; l’appuntato scelto Luigi Bagnato al flicorno basso in Si-b e gli appuntati scelti Antonino Mario Lipari e Andrea Giuseppe Prandi al flicorno basso grave in Si-b; l’appuntato scelto Pierluigi Gasbarri, l’appuntato Manuel Limonetti e il carabiniere scelto Antonio Luise alle percussioni. Il risultato ve lo proponiamo in questo video amatoriale, di cui vi preghiamo di perdonare la scarsa qualità dovuta a inesperienza e all’impossibilità economica di acquisto e utilizzo di mezzi tecnologici professionali, e vi lasciamo assolutamente liberi di “giudicarlo” NEL VOSTRO INTIMO poiché non vogliamo influenzarvi in alcun modo con il nostro gusto personale che si basa più sulla trasmissione delle emozioni che sulla fredda perfezione tecnica delle esecuzioni dei solisti o dei complessi bandistici militari che seguiamo con passione.
Vogliamo invece influenzarvi invitandovi a contribuire all’apertura e all’attività del Centro per l’ascolto e il sostegno psicologico dei militari italiani reduci dalle missioni di pace, dei feriti e degli invalidi per motivi di servizio che appartengano alle fila delle Forze Armate o delle Forze dell’Ordine italiane e dei familiari dei caduti, “vittime del dovere, della guerra, del terrorismo e della criminalità organizzata”: d’altro canto lo scopo del Concerto di Natale per pianoforte e fanfara presso il Teatro Villoresi di Monza è stato organizzato proprio con questo nobile scopo da parte dell’Associazione Vittime del Dovere, fondata da Emanuela Piantadosi, di cui presto parleremo più approfonditamente. Li ringraziamo per averci invitati e per averci concesso di effettuare le nostre riprese audiovisive e salutiamo con affetto e ammirazione i ragazzi della Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia” e il Capo Fanfara Andrea Bagnolo.
P.s.: Un giornalista professionista viaggerebbe gratis sui treni italiani, godrebbe di speciali sconti e trattamenti nei ristoranti e nelle strutture alberghiere che si trovassero a ospitarlo e verrebbe lautamente remunerato per i suoi “servigi”, ma non potrebbe permettersi di scrivere l’ultima frase del nostro “articolo”…ed è proprio per non perdere questa libertà e questo modo di “sentire” oltreché ascoltare che probabilmente resteremo semplici blogger a vita. 😉
Concerto n. 1 in Do maggiore per pianoforte e orchestra op. 15 – Allegro con brio – Ludwig Van Beethoven
Nella giornata di ieri si celebrava la festa di Santa Barbara, patrona dei Marinai e dei Vigili del Fuoco, e – chissà perché – il nome ci ha fatto venire in mente “Babette”, destinataria di cotanto brano. Ludwig Van Beethoven dedicò, infatti,questo CONCERTO N. 1 IN DO MAGGIORE N. 1 PER PIANOFORTE E ORCHESTRA alla contessa Anna Luise Barbara Keglevics, sua allieva. Egli compose questo concerto tra il 1796 e il 1797 dopo aver scritto un Concerto per pianoforte in Mi bemolle maggiore rimasto inedito – risalente al 1784 e da non confondersi con il famoso Concerto in Mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra n. 5 op. 73, dedicato all’arciduca Rodolfo Giovanni D’Asburgo Lorena e denominato erroneamente “L’Imperatore” – e il Concerto per pianoforte in Si bemolle maggiore n. 2 op. 19 (composto nel 1789, ma pubblicato nel 1801). Il terzo Concerto in Do maggiore per pianoforte e orchestra, dedicato alla principessa Fürstin Odescalchi (nata Keglevics), venne eseguito per la prima volta nel 1797 a Praga dallo stesso autore al pianoforte e fu il primo a essere pubblicato (da qui la denominazione “errata” di Concerto n. 1): agli ascoltatori risultò evidente l’ispirazione agli stili dei predecessori Mozart e Haydn, ma la personalità musicale di Beethoven gli si rivelò grazie agli spostamenti armonici improvvisi che lo contraddistinsero.
Esso è strutturato in tre movimenti: I Allegro con brio, II Largo, III Rondo – Allegro scherzando.
Il primo movimento è in forma di Sonata, ma con l’aggiunta di esposizione orchestrale, cadenza e coda. Esso inizia con la presentazione dei due temi principali da parte dall’orchestra: il primo è di grande gioia, messo a punto da tutti i componenti l’orchestra, ed è generosamente legato al secondo tema più morbido e più lirico dato dalla “voce” del pianoforte e la loro fusione genera una cadenza ricca di temi subordinati – variabili per lunghezza e difficoltà e, in questo caso, obbligatoriamente brevi, ma incisivi – eseguiti dai solisti. La coda, nuovamente gioiosa e “trillante”, è nuovamente prodotta dall’orchestra al completo.
L’organico originale previsto dall’autore era costituito – oltre che dal pianoforte solista – da un flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, archi e timpani. Il maresciallo M° Andrea Bagnolo, non per nulla soprannominato “il sarto” dai suoi musici in divisa, ha trascritto un interessante arrangiamento per banda “cucito su misura” all’organico di cui ha potuto disporre: Katya Genghini al pianoforte; l’appuntato Massimiliano Priamo Ferrara al flauto; il brigadiere Cono Randazzo al clarinetto piccolo; l’appuntato Nicola Moliterno e gli appuntati scelti Giuseppe Cannici e Cesare Sticchi ai primi clarinetti; l’appuntato scelto Giovanni Conti e il carabiniere Filippo Gattuccio ai secondi clarinetti; il carabiniere Flavio Serinelli al fagotto; l’appuntato scelto Rocco Massimo Cammarata e il carabiniere Antonio Pugliatti al primo e secondo sassofono contralto in Mi-b e il brigadiere capo Antonio Desiderio al sassofono tenore in Si-b; l’appuntato scelto Marcello Pilia e e il carabiniere scelto Giacomo Schiralli al primo e secondo corno; il brigadiere Giovanni Mandunzio e gli appuntati scelti Domenico Arena e Pasquale Daluiso alla prima e alle seconde cornette in Si-b; gli appuntati scelti Elio Gregorio e Giuseppe Schiariti al primo e secondo trombone; l’appuntato scelto Edi Zuliani al flicorno sopranino in Mi-b; il brigadiere Salvatore Celano e l’appuntato scelto Sebastiano Giuffrida al primo e secondo flicorno soprano in Si-b; l’appuntato scelto Natale Ferrara e il carabiniere scelto Vincenzo Vignola al primo e secondo flicorno contralto in Mi-b; l’appuntato scelto Luigi Bagnato al flicorno basso in Si-b e gli appuntati scelti Antonino Mario Lipari e Andrea Giuseppe Prandi al flicorno basso grave in Si-b; l’appuntato scelto Pierluigi Gasbarri, l’appuntato Manuel Limonetti e il carabiniere scelto Antonio Luise alle percussioni. Il risultato ve lo proponiamo in questo video amatoriale, di cui vi preghiamo di perdonare la scarsa qualità dovuta a inesperienza e all’impossibilità economica di acquisto e utilizzo di mezzi tecnologici professionali, e vi lasciamo assolutamente liberi di “giudicarlo” NEL VOSTRO INTIMO poiché non vogliamo influenzarvi in alcun modo con il nostro gusto personale che si basa più sulla trasmissione delle emozioni che sulla fredda perfezione tecnica delle esecuzioni dei solisti o dei complessi bandistici militari che seguiamo con passione.
Vogliamo invece influenzarvi invitandovi a contribuire all’apertura e all’attività del Centro per l’ascolto e il sostegno psicologico dei militari italiani reduci dalle missioni di pace, dei feriti e degli invalidi per motivi di servizio che appartengano alle fila delle Forze Armate o delle Forze dell’Ordine italiane e dei familiari dei caduti, “vittime del dovere, della guerra, del terrorismo e della criminalità organizzata”: d’altro canto lo scopo del Concerto di Natale per pianoforte e fanfara presso il Teatro Villoresi di Monza è stato organizzato proprio con questo nobile scopo da parte dell’Associazione Vittime del Dovere, fondata da Emanuela Piantadosi, di cui presto parleremo più approfonditamente. Li ringraziamo per averci invitati e per averci concesso di effettuare le nostre riprese audiovisive e salutiamo con affetto e ammirazione i ragazzi della Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia” e il Capo Fanfara Andrea Bagnolo.
P.s.: Un giornalista professionista viaggerebbe gratis sui treni italiani, godrebbe di speciali sconti e trattamenti nei ristoranti e nelle strutture alberghiere che si trovassero a ospitarlo e verrebbe lautamente remunerato per i suoi “servigi”, ma non potrebbe permettersi di scrivere l’ultima frase del nostro “articolo”…ed è proprio per non perdere questa libertà e questo modo di “sentire” oltreché ascoltare che probabilmente resteremo semplici blogger a vita. 😉
TICO – TICO
“Tico-Tico no Farelo” era il titolo originale di un famoso chorinho (lamento) brasiliano composto da José Gomes de Abreu – in arte Zequinha – nel 1917: poiché il chitarrista brasiliano Américo Jacomino Canhoto (1889-1928) aveva già scritto un brano col medesimo titolo, Zequinha accettò di titolare la propria composizione “Tico tico no Fubà” nel 1931. Tico-Tico è, in realtà, il nome portoghese del Passero dal collare rosso (Zonotrichia capensis) molto diffuso sull’isola di Hispaniola e nelle aree centrali e meridionali del continente americano, dalla zona sudorientale del Mexico all’estremo sud della Terra del Fuoco: esso è famoso per le sue particolari vocalizzazioni, che sono state intensamente studiate soprattutto negli anni ’70 del XX secolo soprattutto da ornitologi del calibro di Paul Handford e Stephen C. Lougheed della Oshkosh University del Wisconsin, di Fernando Nottebohm della Rockefeller University di New York e di Pablo Luis Tubaro dell’Università di Buenos Aires. L’habitat ideale dello Zonotrichia capensis, detto appunto Tico-Tico in Brasile, Copeton in Colombia e Chingolo nelle restanti aree americane di lingua spagnole, risulta essere spesso assai vicino ai luoghi di residenza degli esseri umani ed anzi queste due specie viventi entrano spesso in contatto tra loro: nel caso descritto da questo chorinho di Zequinha il Passero dal collare rosso è andato a rubacchiare un po’ di farina di mais, che in Brasile viene appunto chiamata anche “Fubá”. “Tico -Tico no Fubá” significa semplicemente Passerotto nella farina di mais. Il testo originale in portoghese della canzone è stato scritto da Aloysio De Oliveira: <<O tico tico tá, tá outra vez aqui, o tico tico tá comendo o meu fubá. Se o tico tico tem, tem que se alimentar, que vá comer umas minhocas no pomar. O tico tico tá, tá outra vez aqui, o tico tico tá comendo o meu fubá. Eu sei que ele vem viver no meu quintal,e vem com ares de canário e de pardal. Mas por favor tira esse bicho do celeiro, porque ele acaba comendo o fubá inteiro. Tira esse tico de lá, de cima do meu fubá. Tem tanta fruta que ele pode pinicar. Eu já fiz tudo para ver se conseguia. Botei alpiste para ver se ele comia. Botei um gato um espantalho e um alçapão, mas ele acha que o fubá é que é boa alimentação.>> La traduzione in lingua italiana dovrebbe essere pressappoco questa: <<Il Tico-Tico è di nuovo qui e si sta mangiando la mia farina di mais. Il Tico-Tico tico dovrebbe andare a mangiare i vermi nel frutteto invece sta mangiando la mia farina di mais. E’ venuto ad abitare nel mio cortile con un’aria mite e innocua da canarino e da passerotto…ma dobbiamo rinchiuderlo presto nel fienile altrimenti finirà per mangiare tutta la farina di mais. Dai, forza! Prendi questo Tico-Tico che è lì, sopra la mia farina di mais. Ho fatto di tutto per tentare di tenerlo lontano: ho messo becchime, ma non l’ha mangiato. Ho provato con un gatto, uno spaventapasseri e una botola, ma a quanto pare esso preferisce la farina di mais.>>
La prima registrazione di questo brano venne eseguita dall’ Orquestra Colbaz per l’etichetta discografica Columbia (22029 , 1931) ed è stato poi inciso da numerosi artisti famosi: colei che ha reso popolare “Tico-Tico no fubà” a livello internazionale furono indubbiamente Carmen Miranda, che l’ha eseguito nel film Copacabana ( 1947), ) e Ray Conniff. Nel 1952 la Compagnia Cinematogràfica Vera Cruz ha prodotto un film col medesimo titolo, con Anselmo Duarte nei panni del protagonista principale. Nel film Saludos Amigos (1942) della Walt Disney è stata inserita nella colonna sonora della parte chiamata “Aquarela do Brasil”; successivamente è stata utilizzata nelle colonne sonore dei film Bathing Beauty (1943) e Radio Days (1987). Questa canzone viene utilizzata abbastanza nel mondo televisivo, come ad esempio vari episodi del cartone animato belga Kabouter Wesley o la pubblicità canadese di uno spot pubblicitario eseguita da James Booker con la Band di Jerry Garcia o la pubblicità di una marca di vernici. Una registrazione famosa è stata fatta da Ethel Smith all’organo Hammond negli anni ’30, da The Andrew Sisters nel 1944 e dal chitarrista di flamenco Paco de Lucía nel 1967.
Tico-Tico no Fubà è entrato a far parte del repertorio di alcune bande militari italiane già da tempo: questa che vi proponiamo è l’ultima che ci è capito di ascoltare, ballando sul posto, è quella eseguita dalla Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia”, diretta dal Maresciallo Andrea Bagnolo, in occasione del concerto che si è tenuto presso il Teatro Villoresi di Monza venerdì 29 novembre 2013: magari riusciranno a salvare la farina di mais dalla voracità del Passero dal collo rosso! In realtà sono riusciti ad attirare molti ospiti paganti allo scopo di sostenere le spese che l’Associazione Vittime del Dovere dovrà affrontare per aprire un Centro di ascolto e sostegno psicologico per i militari italiani reduci dalle missioni di pace, per le famiglie dei rappresentanti delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine caduti in servizio e per i medesimi militari rimasti feriti o invalidi in conseguenza della quotidiana battaglia che essi sostengono contro la criminalità comune e organizzata e contro il terrorismo sia in Italia sia all’estero.
Band of Brothers
| Concerto di Natale per pianoforte e fanfara – Teatro Villoresi – Monza, 29 novembre 2013. La pianista Katia Genghini e la Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia” offriranno un bellissimo concerto, finalizzato alla raccolta fondi per la realizzazione di un Centro di ascolto e di sostegno psicologico rivolto ai reduci delle missioni di pace, ai familiari dei caduti e agli invalidi vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata. Pertanto è prevista un’offerta libera all’ingresso. La prenotazione è obbligatoria: potete contattare l’Associazione Vittime del dovere telefonando al n° 3665319827 nelle fasce orarie 10.00-12.00/15.00-18.00 e consultare il sito internet http://www.vittimedeldovere.it Siate generosi! Nota Bene: Outsider della serata, al flauto e all’ottavino l’ottimo Massimiliano Priamo Ferrara, che presta attualmente servizio presso il N.O.R.M. di Como, in vana attesa da anni – per cavilli burocratici – di essere chiamato a far parte dell’organico della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma. La Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia”, cui manca temporaneamente il flautista titolare, lo ha chiamato per questo concerto ed egli ha accettato con entusiasmo, anche in considerazione della buona causa cui l’evento è collegato: nonostante la distanza non piccola tra Como e Milano e i mille impegni legati al suo status militare e alla sua passione per la musica, corre alle prove ogni giorno. I colleghi, per l’occasione, hanno deciso di prestargli o regalargli ciascuno una parte della propria alta uniforme: una vera Banda di Fratelli! Siamo (quasi) commossi.
|
RICORDARLI…SEMPRE
La sezione di Ponsacco dell’Associazione Nazionale Carabinieri intitolata al “Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto medaglia d’oro al valor militare alla memoria”, presieduta dal Carabiniere Giancarlo Mele, ha organizzato un evento commemorativo per il decimo anniversario della strage di Nasiriyah (12 novembre 2003 – 12 novembre 2013) patrocinato dal Comune di Ponsacco.
Nella serata di venerdì 15 novembre 2013 è stata dunque deposta, alla presenza delle autorità civili e militari e della vedova del Luogotenente Enzo Fregosi e della sorella del Capitano Nicola Ciardelli, paracadutista della Brigata Folgore dell’Esercito Italiano caduto nell’attentato di Nasiriyah del 27 aprile 2006, una corona al monumento ai Caduti in piazza della Repubblica e si è svolta una breve cerimonia religiosa, celebrata da don Mauro Tramontano. La Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri dell’Arma dei Carabinieri di Firenze, diretta dal Maresciallo Ennio Robbio, ha reso più solenne la commemorazione dei caduti con il passo di marcia, l’esecuzione de La leggenda del Piave e con le note del Silenzio d’ordinanza.
La serata, però, è proseguita all’insegna della speranza e della vita che si rinnova, proprio come avrebbero voluto i militari e i civili italiani e iracheni vigliaccamente uccisi nell’attentato alla base Maestrale di Nasiriyah quel 12 novembre 2003. Presso il Cinema Teatro Odeon di Ponsacco – dopo un ulteriore momento di fierezza e di commozione, che hanno toccato l’apice nel discorso introduttivo tenuto dal Carabiniere Giancarlo Mele, presidente della locale sezione dell’ANC, e nella lettura dei nomi dei caduti da parte del Luogotenente Gianni Meucci, comandante della locale stazione dei Carabinieri, e degli alunni della Scuola Media Lapo Niccolini di Ponsacco – l’ottima “dilettante” Ilaria Vivaldi ha presentato il concerto della Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze. Il Maresciallo Ennio Robbio, che la dirige, ha optato per un programma variegato che ha spaziato dalla solenne marcia dall’opera Tannhauser di Richard Wagner alla musica classica moderna di George Gershwin al medley “Abba gold” di musica da discoteca, passando per le colonne sonore dei film di Walt Disney, della quadrilogia di Indiana Jones e dei films western di Sergio Leone scritte da Ennio Morricone per concludersi con l’Inno alla Virgo Fidelis (patrona dell’Arma dei Carabinieri) cantato dal “Coro della Terza Età” di Ponsacco. A grande richiesta un bis: The typewriter, composta da Leroy Anderson, eseguita da un bravissimo solista alla macchina per scrivere. Naturalmente in apertura “La Fedelissima”, marcia d’ordinanza dell’Arma dei Carabinieri dal 1929, e in chiusura “Il Canto degli Italiani”, inno nazionale della Repubblica Italiana dal 1946.
A conclusione della serata il discorso di ringraziamento da parte del Generale di Brigata Alberto Mosca, comandante della Legione Carabinieri “Toscana”, e l’omaggio floreale alla vedova del Luogotenente Fregosi e alla sorella del Capitano Ciardelli.
Un particolare elogio spetta a Ilaria Vivaldi per l’ottima presentazione e al pubblico del Teatro Odeon per la viva, ma discreta partecipazione.
Uno speciale ringraziamento da parte nostra va alla sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ponsacco e al dottor Alessandro Cicarelli, ottimo sindaco del Comune di Ponsacco, per aver reso possibile la realizzazione dell’evento.
Le nostre più vive congratulazioni al Maresciallo Ennio Robbio e ai validi musici della Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, tra i quali spiccano indubbiamente Edoardo Valente al corno, Massimo Fonti alla tromba in Si bemolle e Nello Bocci al sax contralto. Non sono però da meno, in ordine sparso: il sax tenore Francesco Pignone, i tromboni Fausto Antonini e Marco Songini; i clarinetti Angelo Bosco, Fabio Grifoni, Pierluigi Grando, Natalino Cucco, Claudio Gallone, Rocco Masciola e Marco Servidio; le trombe Antonino Giuliano, Gianni Del Biondo e Alessio Valente; le cornette Cosimo Frisenda, Piero Costantino e Carmine Natale; i flicorni Carmelo Agostino (baritono), Anastasio Rossi (contralto) e Massimiliano Messina (tenore); la batteria Simone Caruso, il tamburo Rosario Massaro e i timpani Sandro Lazzari e i bassi Nicola Pelli e Francesco Civita.
Questo il resoconto audiovisivo della serata, da noi prodotto:
Banda Interforze

Nella serata del 7 novembre 2013, presso l’Auditorium della Conciliazione in Roma, si è svolta – a conclusione delle celebrazioni e delle iniziative relative al Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata della Forze Armate appena trascorso (4 Novembre, n.d.r.) – la “Serata della Solidarietà”, che il Ministero della Difesa ha voluto organizzare in favore della Croce Rossa Italiana. Erano presenti in sala alte personalità civili, militari e religiose e nutrite rappresentative di tutte le forze armate e della Croce Rossa Italiana oltre a numerosi cittadini invitati a vario titolo (tra cui “noi”): tutti hanno generosamente alla raccolta fondi per beneficenza a favore delle attività del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana attualmente dedicate in particolar modo al progetto “Un sorriso per Lampedusa”. Durante la serata sono stati consegnati, nell’ambito della prima edizione del premio giornalistico “Un giorno in più”, istituito dal Ministero della Difesa alcuni riconoscimenti a giornalisti, inviati nei teatri operativi, che si sono distinti “nel comunicare l’impegno e l’approccio ITALIANO delle nostre Forze Armate nelle missioni internazionali: tra questi ci ha colpito particolarmente l’intervento della giornalista radiofonica Carmela Giglio, attualmente “di stanza” in Afghanistan. Sul palco, oltre ai giornalisti premiati, sono saliti i bravissimi artisti della Compagnia “Teatro del Fuoco” che hanno proposto suggestive commistioni coreografiche di acrobazia e danza. Particolarmente apprezzato dal pubblico il tenore Francesco Grollo, che avevamo già avuto modo di apprezzare durante la Rassegna “Musica per Roma Capitale” la scorsa estate in Piazza di Sant’Ignazio: egli è un ex agente della Polizia di Stato, il cui talento è stato fortunatamente scoperto e valorizzato dal direttore del Teatro La Fenice di Venezia, che esordì nella lirica indossando la divisa della Marina Militare degli Stati Uniti per interpretare il ruolo del tenente Pinkerton nell’opera “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini. Il pubblico in sala è stato deliziato ed emozionato dalla sua voce con l’aria “Nessun dorma”, tratta dall’opera Turandot di Giacomo Puccini, e da “Il canto della Terra” di Andrea Bocelli. L’ospite che ha emozionato di più i presenti in sala e, in particolar modo, gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri è stato certamente l’intervento di Margherita, vedova del brigadiere Giuseppe Coletta martire a Nasiriyah il 12 novembre 2013 insieme ad altri 18 nostri “fratelli”, che ha presentato l’iniziativa “Bussate e vi sarà aperto” e l’associazione benefica di cui vi prego di interessarvi cliccando sul link http://www.associazionecoletta.it/. Momento importante della serata il discorso del Ministro della Difesa Mario Mauro, che non ha dimenticato di dedicare una riflessione al brigadiere del VI Reggimento Carabinieri “Toscana” Giuseppe Giangrande e al carabiniere Francesco Nigro, feriti nell’attentato di Piazza Colonna dello scorso 28 aprile, e al capitano del III Reggimento Bersaglieri della Brigata “Sassari” Giuseppe La Rosa, caduto in Afghanistan lo scorso 8 giugno 2013. Applausi scroscianti quando, dopo aver mostrato su maxi schermo la conversazione in collegamento audiovisivo avuta dal Ministro coi nostri due fucilieri della Brigata di Fanteria Marina nota come Battaglione San Marco ingiustamente detenuti in India da oltre seicento giorni, egli ha pronunciato pubblicamente la frase: <> La serata, condotta da Benedetta Rinaldi, sarà trasmessa in differita su RAI DUE questa sera venerdì 8 novembre, in seconda serata: potrete dunque ascoltare anche voi l’inno nazionale della Repubblica Italiana suonato, ad apertura della “Serata della Solidarietà”, dalla Banda Interforze, composta da musicisti provenienti dalle cinque bande militari “centrali” (Aeronautica, Carabinieri, Esercito, Guardia di Finanza e Marina) e diretta in questa occasione dal tenente colonnello Patrizio Esposito, Maestro Direttore della Banda dell’Aeronautica Militare Italiana. Vorremmo solo precisare una cosa, per correggere quanto avrete occasione di sentire questa sera: i componenti della Banda Interforze non sono scolaretti indisciplinati da tenere a bada…e nemmeno “ragazzi usciti dai Conservatori”…ma sono tutti PROFESSORI D’ORCHESTRA! E avremmo gradito venissero presentati uno a uno e che fosse concesso loro di suonare altri brani, visto e considerato che l’evento si svolgeva come corollario conclusivo della Festa delle Forze Armate…











































































