Concerto n. 1 in Do maggiore per pianoforte e orchestra op. 15 – Allegro con brio – Ludwig Van Beethoven

Nella giornata di ieri si celebrava la festa di Santa Barbara, patrona dei Marinai e dei Vigili del Fuoco, e – chissà perché – il nome ci ha fatto venire in mente “Babette”, destinataria di cotanto brano. Ludwig Van Beethoven dedicò, infatti,questo CONCERTO N. 1 IN DO MAGGIORE N. 1 PER PIANOFORTE E ORCHESTRA alla contessa Anna Luise Barbara Keglevics, sua allieva. Egli compose questo concerto tra il 1796 e il 1797 dopo aver scritto un Concerto per pianoforte in Mi bemolle maggiore rimasto inedito – risalente al 1784 e da non confondersi con il famoso Concerto in Mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra n. 5 op. 73, dedicato all’arciduca Rodolfo Giovanni D’Asburgo Lorena e denominato erroneamente “L’Imperatore” – e il Concerto per pianoforte in Si bemolle maggiore n. 2 op. 19 (composto nel 1789, ma pubblicato nel 1801). Il terzo Concerto in Do maggiore per pianoforte e orchestra, dedicato alla principessa Fürstin Odescalchi (nata Keglevics), venne eseguito per la prima volta nel 1797 a Praga dallo stesso autore al pianoforte e fu il primo a essere pubblicato (da qui la denominazione “errata” di Concerto n. 1): agli ascoltatori risultò evidente l’ispirazione agli stili dei predecessori Mozart e Haydn, ma la personalità musicale di Beethoven gli si rivelò grazie agli spostamenti armonici improvvisi che lo contraddistinsero.
Esso è strutturato in tre movimenti: I Allegro con brio, II Largo, III Rondo – Allegro scherzando.
Il primo movimento è in forma di Sonata, ma con l’aggiunta di esposizione orchestrale, cadenza e coda. Esso inizia con la presentazione dei due temi principali da parte dall’orchestra: il primo è di grande gioia, messo a punto da tutti i componenti l’orchestra, ed è generosamente legato al secondo tema più morbido e più lirico dato dalla “voce” del pianoforte e la loro fusione genera una cadenza ricca di temi subordinati – variabili per lunghezza e difficoltà e, in questo caso, obbligatoriamente brevi, ma incisivi – eseguiti dai solisti. La coda, nuovamente gioiosa e “trillante”, è nuovamente prodotta dall’orchestra al completo.
L’organico originale previsto dall’autore era costituito – oltre che dal pianoforte solista – da un flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, archi e timpani. Il maresciallo M° Andrea Bagnolo, non per nulla soprannominato “il sarto” dai suoi musici in divisa, ha trascritto un interessante arrangiamento per banda “cucito su misura” all’organico di cui ha potuto disporre: Katya Genghini al pianoforte; l’appuntato Massimiliano Priamo Ferrara al flauto; il brigadiere Cono Randazzo al clarinetto piccolo; l’appuntato Nicola Moliterno e gli appuntati scelti Giuseppe Cannici e Cesare Sticchi ai primi clarinetti; l’appuntato scelto Giovanni Conti e il carabiniere Filippo Gattuccio ai secondi clarinetti; il carabiniere Flavio Serinelli al fagotto; l’appuntato scelto Rocco Massimo Cammarata e il carabiniere Antonio Pugliatti al primo e secondo sassofono contralto in Mi-b e il brigadiere capo Antonio Desiderio al sassofono tenore in Si-b; l’appuntato scelto Marcello Pilia e e il carabiniere scelto Giacomo Schiralli al primo e secondo corno; il brigadiere Giovanni Mandunzio e gli appuntati scelti Domenico Arena e Pasquale Daluiso alla prima e alle seconde cornette in Si-b; gli appuntati scelti Elio Gregorio e Giuseppe Schiariti al primo e secondo trombone; l’appuntato scelto Edi Zuliani al flicorno sopranino in Mi-b; il brigadiere Salvatore Celano e l’appuntato scelto Sebastiano Giuffrida al primo e secondo flicorno soprano in Si-b; l’appuntato scelto Natale Ferrara e il carabiniere scelto Vincenzo Vignola al primo e secondo flicorno contralto in Mi-b; l’appuntato scelto Luigi Bagnato al flicorno basso in Si-b e gli appuntati scelti Antonino Mario Lipari e Andrea Giuseppe Prandi al flicorno basso grave in Si-b; l’appuntato scelto Pierluigi Gasbarri, l’appuntato Manuel Limonetti e il carabiniere scelto Antonio Luise alle percussioni. Il risultato ve lo proponiamo in questo video amatoriale, di cui vi preghiamo di perdonare la scarsa qualità dovuta a inesperienza e all’impossibilità economica di acquisto e utilizzo di mezzi tecnologici professionali, e vi lasciamo assolutamente liberi di “giudicarlo” NEL VOSTRO INTIMO poiché non vogliamo influenzarvi in alcun modo con il nostro gusto personale che si basa più sulla trasmissione delle emozioni che sulla fredda perfezione tecnica delle esecuzioni dei solisti o dei complessi bandistici militari che seguiamo con passione.
Vogliamo invece influenzarvi invitandovi a contribuire all’apertura e all’attività del Centro per l’ascolto e il sostegno psicologico dei militari italiani reduci dalle missioni di pace, dei feriti e degli invalidi per motivi di servizio che appartengano alle fila delle Forze Armate o delle Forze dell’Ordine italiane e dei familiari dei caduti, “vittime del dovere, della guerra, del terrorismo e della criminalità organizzata”: d’altro canto lo scopo del Concerto di Natale per pianoforte e fanfara presso il Teatro Villoresi di Monza è stato organizzato proprio con questo nobile scopo da parte dell’Associazione Vittime del Dovere, fondata da Emanuela Piantadosi, di cui presto parleremo più approfonditamente. Li ringraziamo per averci invitati e per averci concesso di effettuare le nostre riprese audiovisive e salutiamo con affetto e ammirazione i ragazzi della Fanfara del III Battaglione Carabinieri “Lombardia” e il Capo Fanfara Andrea Bagnolo.
P.s.: Un giornalista professionista viaggerebbe gratis sui treni italiani, godrebbe di speciali sconti e trattamenti nei ristoranti e nelle strutture alberghiere che si trovassero a ospitarlo e verrebbe lautamente remunerato per i suoi “servigi”, ma non potrebbe permettersi di scrivere l’ultima frase del nostro “articolo”…ed è proprio per non perdere questa libertà e questo modo di “sentire” oltreché ascoltare che probabilmente resteremo semplici blogger a vita. 😉

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