The Butterfly Lovers

<<Una fanciulla cinese appartenente a una famiglia benestante è costretta a indossare abiti maschili e a fingersi uomo per poter studiare. Durante il periodo dei suoi studi ella ha modo di frequentare, come amico, un giovane e se ne innamora perdutamente e segretamente, non potendo rivelargli la sua vera identità di genere. Quando i genitori la richiamano a casa, il suo amico si offre di accompagnarla (anzi accompagnarlo) nel viaggio e la fanciulla ne approfitta per tentare di spiegargli la sua storia e cerca invano di fargli capire che colui che egli crede un amico è in realtà la donna che lo ama. Poiché il giovanotto non capisce la situazione, ella pensa a un’escamotage: parla di se stessa descrivendosi come la propria sorella minore e suggerisce all’amico di chiederla in moglie ai suoi genitori. Purtroppo, al suo arrivo nella casa paterna, la fanciulla scopre che suo padre l’ha già promessa al figlio di un ricco mercante. La situazione precipita e il giovane amico finalmente scopre la sua identità e si accorge di essere innamorato di lei, ma i due sono obbligati a rispettare le usanze e il volere dei genitori di lei e sono costretti a separarsi. Il giovane muore, col cuore spezzato dal dolore per la separazione forzata. Il giorno delle nozze, la fanciulla si reca sulla tomba dell’amato. Il cielo si incupisce al pari almeno dell’animo di lei. Un tuono sottolinea il suo turbamento e un fulmine colpisce la tomba del giovine, scoperchiandola. Ella vi si lascia cadere dentro, affranta. Un secondo fulmine colpisce dunque quel luogo di amore e morte: ne escono due farfalle che rappresentano le anime dei due giovani finalmente libere di volare insieme verso un comune destino d’amore.>>: questa la trama di “The Butterfly Lovers” di Hendrick Anna Christiaan Mertens altrimenti detto Hardy Martens. Per entrare nello spirito di questo racconto leggendario, Mertens si è avvalso di varie scene musicali che partono dal rombo del tuono finale e ripercorrono a ritroso le diverse fasi della vicenda sentimentale trasponendole in situazioni musicali: le farfalle sono rappresentate dal velato suono di particolari strumenti a percussione, mentre l’accorato suono del violino, imitando quello di antichi strumenti musicali orientali, descrive ansie, desideri, speranze e turbamenti della fanciulla. Il violino solista, che in questo caso è affidato a Elisabetta Cananzi, si mescola alle diverse voci della Banda Musicale dell’Esercito, ma questa si fa a tratti ritmica e aggressiva rappresentando di volta in volta l’oppressione esterna e la ribellione interiore dei due giovani. Nel momento conclusivo del brano torna la “farfalla”, ma soltanto per svanire nel sogno lasciando l’ascoltatore immerso nel silenzio della propria anima.

Sarebbe stato bello e auspicabile poter ascoltare per l’appunto in silenzio questo brano molto bello e particolare,

ma non di facilissimo ascolto…ma molte delle spettatrici presenti al concerto hanno dovuto portarsi appresso i bambini anche molto piccoli, che ovviamente hanno portato del tenero scompiglio in platea disturbando la registrazione audiovisiva del brano: noi ve la proponiamo quasi integralmente perché in fondo i colpetti di tosse o i pianti dei bambini piccoli fanno parte integrante della vita delle donne ed è giusto che se ne dia conto in qualche modo.

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